Un semplice check up per capire se vitelle e manze stanno crescendo correttamente
Un check up strutturato in sei tappe consente di monitorare crescita, fabbisogni nutrizionali e parametri chiave come BCS e sviluppo corporeo di vitelle e manze Holstein e Jersey

Nella rubrica “Allevare il Parmigiano Reggiano” di Ruminantia, nell’articolo dal titolo “Parmigiano Reggiano DOP: approvate le modifiche al disciplinare sulla provenienza degli animali”, abbiamo segnalato che il 4 aprile 2025 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento di esecuzione (UE) 2025/661 della Commissione, datato 3 aprile 2025, con cui è stata approvata una modifica non minore al disciplinare di produzione.
La modifica all’articolo 9 della sezione “Regolamento di alimentazione delle bovine” fissa in 10 mesi l’età massima delle bovine che possono essere introdotte nella filiera della DOP, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra prodotto e territorio di origine. In precedenza, era sufficiente un periodo di transizione di soli quattro mesi per consentire l’ingresso nella filiera di bovine provenienti da allevamenti esterni al Comprensorio.
I fabbisogni nutritivi delle vitelle e delle manze da rimonta del Comprensorio sono, ovviamente, gli stessi delle bovine da latte in qualsiasi indirizzo produttivo, sia in Italia che all’estero. Tuttavia, poiché il disciplinare del Parmigiano Reggiano stabilisce che almeno il 50% della razione sia costituito da foraggi secchi e limita o vieta l’impiego di diversi concentrati comunemente utilizzati al di fuori del Comprensorio, è evidente che l’allevamento della rimonta richiede accorgimenti specifici e strategie nutrizionali dedicate.
In molti degli articoli di questa rubrica, come “L’ingestione è il fenotipo più importante da tenere sotto controllo”, “Come monitorare la digeribilità dei fieni”, “È opportuno allevare la Frisona per fare il Parmigiano Reggiano? “ e “Si possono eliminare (senza danni) gli insilati dalla dieta delle bovine da latte? “, ci siamo occupati di come le bovine in lattazione si adattano abbastanza bene al rigido disciplinare del Parmigiano Reggiano.
In questo articolo ci occuperemo invece di vitelle e di manze.
In Italia manca un osservatorio analogo al “National Animal Health Monitoring System (NAHMS)” statunitense, che raccoglie e analizza in dettaglio le pratiche zootecniche e sanitarie adottate negli allevamenti. Di fatto, non disponiamo di dati completi e sistematici su ciò che realmente accade nei nostri allevamenti: le uniche informazioni disponibili sono i fenotipi rilevati dall’AIA per conto degli enti selezionatori di alcune razze italiane, che tuttavia risultano parziali e limitati, poiché destinati esclusivamente alla selezione genetica e non a finalità di consulenza o assistenza tecnica.
I fabbisogni nutritivi delle vitelle e delle manze sono stati ovviamente messi a punto sulle principali razze bovine da latte come la Holstein e la Jersey, e le tabelle aggiornate dei fabbisogni sono state pubblicate nell’edizione 2021 del Nutrient Requirements of Dairy Cattle, anche conosciuto come NASEM 2021.
Nella tabella seguente, elaborata da Ruminantia a partire dalla 21-1 del libro, vengono individuate sei fasce d’età delle quali sono riportati i fabbisogni nutritivi e alcune performance attese della razza Holstein, come età, peso e tasso di crescita medio giornaliero (AMG).
Tuttavia, risultano assenti dati di grande rilevanza, quali altezza al garrese, Body Condition Score (BCS) e diametro pelvico, sia per la Frisona che per la Jersey. Queste informazioni mancano perché, a differenza degli Stati Uniti, in Italia non sono mai esistiti osservatori strutturati sul modello del NAHMS.

Tabella 1 – Fabbisogni nutritivi delle vitelle e delle manze da rimonta di razza Holstein.
Nella tabella 2, sempre di fonte NASEM 2021, troviamo ulteriori dettagli sui target di peso, età e accrescimento medio giornaliero, sia della razza Holstein che della Jersey, in alcuni momenti importanti del ciclo produttivo.

Tabella 2 – Target di peso (kg), età e accrescimento medio giornaliero (kg/die) per la rimonta delle bovine da latte.
Conclusioni
Possiamo pertanto riassumere così i dettagli dei sei step importanti della vita produttiva della Holstein e della Jersey.
Step 1: 30 giorni d’età
Si tratta del primo appuntamento di monitoraggio, in cui vengono valutati il tasso di sopravvivenza delle vitelle, il Body Condition Score (BCS) e l’aspetto generale. Gli animali si trovano ancora in fase di allattamento e si avviano verso lo svezzamento, la cui età media in Italia non è definita in modo oggettivo.
Step 2: 100 giorni d’età
In genere, le vitelle sono già tutte svezzate. In teoria, lo svezzamento può avvenire tra i 60 e i 90 giorni, ma è sempre consigliabile basarsi sull’osservazione degli animali piuttosto che su un rigido protocollo. Secondo il NASEM (2021), il peso ideale allo svezzamento è di circa 84 kg.
A 100 giorni di vita, un buon traguardo è aver raggiunto:
- un accrescimento medio giornaliero (AMG) dalla nascita di circa 700 g;
- un peso corporeo di circa 120 kg;
- un’ingestione di circa 4 kg di sostanza secca.
Anche se meno supportati da fonti NASEM, è indicativo considerare a 100 giorni:
- un’altezza al garrese di quasi 100 cm;
- un BCS massimo di 3, preferibilmente intorno a 2,75.
In questa fase è inoltre fondamentale controllare la consistenza delle feci, per assicurarsi che l’alimentazione e la gestione dello svezzamento siano state corrette.
Step 3: 225 giorni d’età
Questa verifica corrisponde grosso modo ai 7,5 mesi di età, ossia alla fase che precede la pubertà. È importante valutare che:
- l’AMG non abbia superato i 900 g;
- il peso corporeo sia intorno ai 230 kg;
- l’ingestione media giornaliera di sostanza secca sia circa 6,6 kg.
Secondo fonti non NASEM (2021), valori indicativi per questa fase includono:
- un’altezza al garrese superiore ai 110 cm;
- un BCS pari a 3,00.
Step 4: 350 giorni d’età
Le manzette si trovano ora nella fase precedente alla prima fecondazione, che dovrebbe avvenire solo se sono soddisfatte le condizioni di età, peso, BCS e altezza al garrese, in modo da consentire il primo parto a 22 mesi (concepimento a circa 12-13 mesi).
A 350 giorni di vita, ci si aspetta che le vitelle abbiano:
- un peso corporeo di circa 330 kg;
- un AMG di 800 g;
- un’ingestione media giornaliera di sostanza secca di 8,5 kg.
Un peso ottimale alla prima fecondazione è di circa 385 kg. Fonti non NASEM (2012) indicano come valori ideali:
- un BCS di 3,25;
- un’altezza al garrese superiore a 125 cm.
La verifica dei dati riproduttivi risulta molto utile per valutare se le condizioni di allevamento nei primi 350 giorni di vita siano state ottimali.
Step 5: 475 giorni d’età
Ci troviamo nella fase della manza gravida. In questa fase, i valori attesi sono:
- peso corporeo medio di circa 420 kg;
- accrescimento medio giornaliero (AMG) di 700 g;
- capacità di ingestione leggermente inferiore a 10 kg di sostanza secca.
Secondo fonti non NASEM (2021), valori indicativi per questa fase comprendono:
- un’altezza al garrese di poco meno di 140 cm;
- un BCS leggermente superiore a 3,25.
Step 6: 600 giorni d’età
Siamo nella fase finale della gravidanza di una manza. In questa fase, i valori attesi sono:
- peso corporeo di circa 530 kg;
- accrescimento medio giornaliero (AMG) di 900 g;
- ingestione di sostanza secca di circa 11 kg.
Il peso ottimale nella fase preparto è di 638 kg, che scende a circa 574 kg dopo il parto a causa dell’espulsione del feto e degli invogli fetali. Sono considerati accettabili:
- un BCS di 3,75;
- un’altezza al garrese non inferiore a 145 cm.
Per minimizzare le malattie metaboliche della transizione e favorire la massima ingestione di sostanza secca nella successiva lattazione, sarebbe estremamente utile disporre di dati medi nazionali italiani, distinti per razza da latte. Questi dati fornirebbero a zootecnici, veterinari, nutrizionisti e allevatori riferimenti oggettivi per valutare le proprie mandrie e ottimizzare la gestione nutrizionale e riproduttiva.















































































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