E’ noto a tutti che il deterioramento aerobico del fronte di una trincea d’insilato altera la qualità e il valore nutritivo degli alimenti conservati in questo modo. Si pone invece meno attenzione quando a surriscaldarsi è l’unifeed o TMR somministrato in mangiatoia. Non è ovviamente il calore in sè a fare male alle bovine ma la perdita di sostanze nutritive e l’accumularsi di tossine e batteri indesiderati nell’unifeed, che possono nuocere alla salute e alla produttività degli animali. Questo problema si verifica non solo nell’allevamento delle bovine da latte ma anche in quello dei bovini da carne, delle bufale, delle pecore e delle capre.

Abbiamo voluto approfondire l’argomento con Enrico Appiano, di Perstorp, e Alberto Provasi, del gruppo Alpha Vet-Norvet, rivolgendolo loro alcune domande.

In termine pratici, cosa significa “deterioramento aerobico dell’unifeed” e perché questo avviene?

Enrico Appiano: Per deterioramento aerobico si intende un insieme di reazioni che si verificano a seguito dell’esposizione all’aria delle materie prime per mangimi. Queste materie prime, in particolare insilati e foraggi freschi, quando sono conservate ad alte temperature (+ 18 °C), reagiscono con l’aria e l’umidità atmosferica, e come conseguenza si ha una perdita del loro valore nutritivo. L’esposizione all’aria è il primo evento che causa questa reazione a catena che, se non controllata, rischia di compromettere l’intero unifeed.

La presenza di ossigeno nell’unifeed provoca una rapida moltiplicazione di microrganismi quali muffe, lieviti e batteri. Questi microrganismi utilizzano l’energia disponibile nel mangime per crescere e moltiplicarsi, e questi processi producono calore. Con il progredire rapido del processo, si ha un aumento della temperatura dell’unifeed ed una produzione di sostanze indesiderate e potenzialmente pericolose. Per verificarlo, alcuni anni fa è stata condotta negli Stati Uniti una ricerca che ha mostrato che più del 50% dei 30 unifeed analizzati, se conservati ad una temperatura di 22 °C, venivano fortemente deteriorati. In condizioni calde con temperature elevate, l’unifeed si deteriora molto rapidamente, anche se viene somministrato più volte al giorno.

Un punto importante da ricordare è che gli insilati possono essere esposti all’aria giorni, settimane o mesi prima dell’effettiva somministrazione agli animali. L’aggiunta di insilati deteriorati all’unifeed può compromettere l’intera razione. Evitare che l’insilato e l’unifeed si deteriorino, può migliorare l’efficienza produttiva di un allevamento, preservando il valore nutrizionale e l’appetibilità.

Un unifeed caldo a quali rischi può esporre gli animali?

Enrico Appiano: Per effetto del suddetto processo gli animali riducono l’ingestione di alimento. Ciò porta ad un peggioramento delle produzioni, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo (nel caso della produzione di latte si è notato un minor contenuto in proteine e grassi). In particolari casi, la produzione di sostanze indesiderate può peggiorare lo stato di salute della mandria.

Questo si può prevenire? Può riferirci una sua esperienza diretta di campo?

Enrico Appiano: La degradazione aerobica, per le caratteristiche intrinseche della preparazione dell’unifeed, non può mai essere completamente scongiurata; il fenomeno può essere solo gestito e rallentato, al fine di limitare lo sviluppo microbico e mantenere la più elevata ingestione possibile degli animali. Come riportato da molti studi, l’utilizzo di alcune combinazioni di acidi organici è ritenuto una soluzione efficace nel mitigare gli effetti negativi del fenomeno, ma per parlarvi delle possibili soluzioni di campo desidero coinvolgere il Dott. Provasi del gruppo Alpha Vet-Norvet che meglio può riportarvi la sua esperienza sugli effetti e sulle possibili soluzioni.

Alberto Provasi: Mi presento, sono Provasi Alberto, un agronomo che da oltre 18 anni si occupa di alimentazione dei ruminanti, ed in particolare di vacche da latte e bovini da carne.

Molti dei miei piani nutrizionali contengono alimenti insilati con prodotti raccolti attraverso trinciatura diretta in campo oppure con foraggi pre appassiti; pertanto, spesso le mie razioni prevedono due, tre o quattro alimenti insilati contemporaneamente.

L’utilizzo di questi foraggi consente di portare al massimo l’ingestione dei bovini, favorire l’impiego di foraggi ad alta digeribilità, garantire uniformità dell’unifeed e valorizzare le alte rese produttive dei soggetti allevati.

Come poc’anzi accennato, le diete umide, le temperature ambientali sopra ai 18 °C, l’elevata umidità relativa dell’aria e la presenza di zuccheri solubili nella dieta, favoriscono l’insorgere della cosiddetta degradazione aerobica dell’unifeed.

Il danno economico più importante nell’allevamento è la perdita di valore nutritivo della razione. Basti pensare a tutti i processi microbiologici che si innescano quando i foraggi insilati vengono a contatto con l’aria durante la fase di desilamento e miscelazione nel carro. La proliferazione anomala dei microrganismi abbassa il valore energetico della dieta e riduce la quantità di nutrienti, come zuccheri, carboidrati non strutturali, aminoacidi, vitamine, ecc. Razioni alterate da questi fattori portano così a sottoalimentare la mandria, diminuendo le performance produttive e riproduttive.

Quando questo fenomeno degradativo in greppia non è controllato, l’appetibilità della dieta ne risente.

Lo sviluppo di calore provoca il proliferare di patogeni quali listeria, coliformi, clostridi, salmonelle e muffe; queste ultime, in particolare, sono apportatrici potenzialmente di numerose micotossine. Il calo d’ingestione altera di conseguenza il Ph ruminale, favorendo disordini metabolici. Uno degli effetti che si verifica in presenza di alimenti caldi è il deterioramento dell’assetto proteico della razione stessa. In razioni degradate, la componente proteica genera ammoniaca, nitrati e ammine biogene in eccesso. Un metabolismo ruminale ed enterico alterato impatta inoltre sul sistema immunitario in modo evidente, abbassando le difese dell’organismo e, di conseguenza, esponendo la mandria a maggior insorgenza di patologie.

Durante la stagione estiva, questi fenomeni favoriscono il progredire di numerose patologie in allevamento, quali mastiti, rialzo della conta cellulare, zoppie, flemmoni, enteriti ecc.

Quali soluzioni si possono adottare per evitare tutto ciò?

Alberto Provasi: Nella mia esperienza professionale, le miscele di acidificanti rappresentano un valido strumento per contenere la problematica della degradazione aerobica.

In particolare, il ProMir TMR solid, prodotto dalla Perstorp, rappresenta una soluzione adatta ad affrontare queste situazioni. Il punto di forza di questo prodotto è la praticità di utilizzo; infatti, è un prodotto in polvere facile da dosare e miscelare nel carro. Altra caratteristica rilevante è il basso dosaggio impiegato anche in razioni particolarmente umide e con diversi insilati o acqua addizionata. Infine, la presenza di sodio formiato, che è un potente batteriostatico, inibisce la proliferazione dei batteri patogeni nell’unifeed ed attenua il rischio di batteriosi nell’allevamento.

Qual è l’esperienza di Perstorp in questo settore?

Enrico Appiano: Perstorp Animal Nutrition è una divisione che fa parte della Multinazionale Svedese Perstorp Group, un produttore di base di acidi organici come l’acido propionico, formico e butirrico. Come parte del Gruppo Perstorp abbiamo il vantaggio di poter contare sull’estesa conoscenza accumulata a partire dal 1881, con congiunti settori di R&D e nostri impianti di produzione in Europa, Nord America e Asia. Da più di 70 anni la Perstorp è un’azienda molto attiva nei paesi Nordici nel fornire soluzioni per la conservazione, mediante acidificanti, di cereali ad alta umidità (crimping) insilati e fieni. Forti di questa esperienza, abbiamo voluto sviluppare una linea dedicata all’Unifeed che ne consentisse la conservazione sino a 24 ore anche in regioni con clima estivo più caldo. Con questa finalità abbiamo testato diverse soluzioni, in collaborazione con diverse Università in Brasile, Svezia ed Italia. Il ProMyr TMR solid è una di queste soluzioni, che da 3 anni ormai è commercializzata dal gruppo Alpha Vet Norvet.

Come opera in Italia?

Enrico Appiano: In Italia Perstorp ha una sede ed un’impianto produttivo a Castellanza. Io mio occupo, in collaborazione con nostri distributori, delle nostre linee di prodotti dedicate all’industria mangimistica. Per quanto riguarda invece le aziende agricole, da 7 anni il nostro partner è la Alpha Vet Norvet, che distribuisce i prodotti e fornisce assistenza tecnica su tutto il territorio Italiano.

 

Per maggiori informazioni è possibile contattare il Dott. Enrico Appiano, scrivendo a enrico.appiano@perstorp.com, o il Dott. Alberto Provasi, scivendo a alberto.provasi@norvet.it.

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