Il seminario organizzato il 21 settembre 2023 a Bologna da Gold Standard Diagnostics ha dato l’occasione, e per questo li ringraziamo, di affrontare l’argomento degli OGM e delle Nuove Tecniche Genomiche (NTG), ribattezzate in Italia Tecniche Evolutive Assistite (TEA).

Secondo quanto contenuto nella tredicesima edizione del report semestrale dell’Osservatorio Immagino GS1, i prodotti alimentari (food) riportanti il claim OGM free, della categoria Free Form, sono solo l’1%, ossia 829 sul totale delle 82.635 referenze del food monitorate dall’Osservatorio Immagino. A falsare questa lettura è il fatto che i cibi biologici, che per legge non possono contenere organismi geneticamente modificati, non riportano in etichetta tale claim, ma sono 8.277 e quindi circa il 9% degli alimenti destinati all’uomo.

La produzione primaria biologica impegna poco meno del 20% della superficie agricola (SAU) italiana ed è in crescita, anche dietro la spinta e gli incentivi economici promossi dal Green Deal europeo. Le aziende che producono, o solo commercializzano, alimenti destinati all’alimentazione umana e animale biologici, o semplicemente no OGM, sono impegnate in uno sforzo “analitico” incessante e molto complesso da gestire per garantire l’OGM free. In origine, ormai oltre 30 anni fa, si aveva a disposizione solo la soia RR (Roundup Ready) e il Mais BT. Oggi le materie prime vegetali GM disponibili sono obbligatoriamente inserite nel Registro EU degli OGM autorizzati e allo stato attuale sono 15 tipi di cotone, 8 di colza, 26 di soia, 1 di barbabietola da zucchero e un numero molto elevato di varietà di mais.

I laboratori pubblici e privati e le aziende che costruiscono gli analizzatori per ricercarle sono costretti ad uno sforzo di aggiornamento immane per potere garantire al consumatore l’OGM free. Al 2019, secondo la ISAAA sono 190 milioni gli ettari dedicati alla coltivazione degli OGM. Sono 29 i paesi che li possono produrre mentre 42 non le coltivano ma le importano, come fa l’Italia. Nel mondo la sola soia occupa poco meno della metà della terra adibita a questo tipo di colture. Il dibattito che fin qui ha accompagnato la discussione sugli OGM è fortemente polarizzato e diviso tra favorevoli e contrari e ciò è frutto dei numerosi equivoci che hanno accompagnano l’immissione in commercio della soia RR. Oggi, in Commissione europea si sta sviluppando un regolamento che vuole mettere ordine sia sui “vecchi” OGM, ossia varietà transgeniche nate da inserimento di geni di altre specie o esseri viventi, che su quelli nuovi frutto della cisgenesi e creati quindi dall’inserimento di geni appartenenti alla stessa specie.

Come abbiamo visto le tecnologie analitiche oggi disponibili permettono di rilevare ogni evento di trasformazione negli OGM mentre, allo stato attuale delle conoscenze, ciò sembra essere impossibile con le NGT o NTG cisgenetiche. L’attuale legislazione europea obbliga a dichiarare la presenza all’interno di un mangime o di un alimento destinato al consumo umano la presenza di OGM con una tolleranza dello 0.9%. Pertanto, chi acquista NO OGM e prodotti biologici ha la certezza della loro assenza quasi assoluta. Se non avvengono cambiamenti, gli alimenti NTG potranno liberamente entrare nella catena alimentare, anche se negli alimenti biologici sembrerebbe, come da regolamento comunitario in discussione, che ciò non possa avvenire.

Un’altra difficoltà è che, allo stato attuale delle conoscenze, non ci sono metodi di analisi per individuare gli alimenti cisgenici, che sono di conseguenza non distinguibili. Le questioni di salubrità alimentare competono ad EFSA, la quale si esprime ogni qualvolta viene richiesta l’immissione in commercio di OGM. Al momento sembra che consumare OGM non esponga la popolazione a rischi sulla salute. Lo stesso iter avverrà per le cultivar selezionate con le nuove tecniche genomiche, anche se il percorso autorizzativo dovrebbe essere più semplice e veloce almeno per gli alimenti cisgenetici.

La manipolazione del DNA, oltre agli aspetti tecnici, spinge a molte considerazioni di tipo etico. Un caposaldo molto importante della cultura occidentale è che qualsiasi essere umano ha il diritto di poter scegliere il cibo che intende consumare, e questo ne presuppone la conoscenza più intima. La regolamentazione sull’etichettatura alimentare sta evolvendo costantemente in Europa in questo senso: solo se un alimento primario o elaborato può essere nocivo per la salute umana e dell’ambiente può essere palesemente vietato, e quindi può esserne impedita la distribuzione. La cultura europea addirittura fa suo il principio della massima precauzione, ossia vietare l’uso di un qualsiasi prodotto fin tanto che ne venga dimostrata oggettivamente l’innocuità.

Il secondo caposaldo è relativo alla tutela della biodiversità, ossia alla garanzia che un agricoltore non sia obbligato a coltivare solo semi di proprietà industriale ma possa riseminare tutte le cultivar che desidera, anche di produzione propria. L’editing genetico degli organismi cisgenici è in grado modificare il DNA dell’intera specie considerata, almeno per ora. Nella discussione che sta accompagnando lo sviluppo tecnico e legislativo delle nuove tecniche genetiche già si sta facendo confusione con i nomi. È bene che gli acronimi attualmente utilizzati (NGT, NTG e TAI), convergano verso uno solo, e che questo sia da tutti condiviso. La storia ci ha insegnato che giocare sugli equivoci per far “passare” qualcosa può essere poco lungimirante.

È poi importante che si sviluppino tecniche analitiche in grado di distinguere un alimento sviluppato con le NTG da uno convenzionale, perché ciò ha un peso etico non marginale nella cultura occidentale e permette di onorare la libertà di mangiare quello che si vuole, sempre che non faccia male alla salute umana e a quella dell’ambiente.

Per approfondimenti sull’argomento NTG è possibile seguire i due video della Dott.ssa Raffaella Battaglia del Centro Ricerche di Genomica e di Bioinformatica del CREA e l’avvocata Valeria Paganizza dell’Università di Padova che rispettivamente ci hanno spiegato in cosa consistono dal punto di vista tecnico-scientifico le Tecniche di Evoluzione Assistita e come sarà articolata la proposta di legge che si sta discutendo nel Parlamento europeo.

Raffaella Battaglia: https://youtu.be/Eq4PLzsFvYk

Valeria Paganizza: https://youtu.be/hD91lB12LxE

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